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Il New York Times ha pubblicato una lista dei migliori libri del Ventunesimo secolo, ovvero degli ultimi ventiquattro anni. Un periodo breve, ma pieno di opere indimenticab,ili!
Per ottenerla la redazione culturale del giornale ha ben pensato di chiedere a 503 persone addette ai lavori di votare (non sappiamo bene come) i libri favoriti. Poi ha pubblicato la lista a puntate partendo dal libro numero cento in su.
Poiché però non ho alcuna pretesa nel creare hype, ho pensato di cercare i titoli (cosa che di sicuro avranno fatto anche altri) e di riproporre la lista badando a due fattori: praticità e riconoscimento.
Per praticità intendo che ogni titolo ha un link (non affiliato) da cui potete acquistare o leggere la trama. Poi se andrete in una libreria fisica io sarò ancora più contenta ovviamente!
Riconoscimento: ho deciso di inserire il nome di tutte le traduttrici e traduttori, ovvero quegli indispensabili mediatori senza i quali non potremmo apprezzare la bellezza di queste opere letterarie.
Vi anticipo che sono davvero felice di ritrovare nella lista tanti titoli che ho amato e altri che voglio recuperare. Se non avete letto neanche uno di questi siete persone molto fortunate: avete un’enorme quantità di bei titoli da scoprire.
Ringraziando ancora il New York Times e la mania di compilare liste da 100, vi auguro buona lettura!
Con grandissima gioia vi dico che il primo titolo in classifica è L’amica geniale.
1. Elena Ferrante, L’amica geniale, E/O, 2011
Ho amato tantissimo quest’opera e sono davvero felice che la sua grandezza sia riconosciuta anche all’estero.
Franzen poteva non stare nella cinquina? No, ve lo dico io. Se volete imparare come si usa il narratore onnisciente che cambia focalizzazione, leggete Franzen.
L’unico libro classificato come “per ragazzi”
Lo dirò: io ho amato questa raccolta. Aimè, Munro mi è un po’ caduta dal cuore ma a questa raccolta non possiamo dire nulla.
La trilogia di “Bois Sauvage” di Ward è una delle serie più belle lette negli ultimi anni.
L’inserimento di una graphic novel è significativo, infatti ci dice quanto questa forma espressiva sia ormai assimilata alla letteratura. “Persepolis” va recuperato, ve lo dico!
Letto tanto tempo fa, ma il ricordo dell’impressione che mi fece è vivissimo: delicato e sconvolgente allo stesso tempo.
Avete presente quando si parla di “show don’t tell”, ebbene… questo romanzo è per la maggior parte del tempo un “tell”, ma fatto così bene che scorre via come niente!
59. Jeffrey Eugenides, Middlesex, trad. Katia Bagnoli, Mondadori, 2011
Adoro questo romanzo. Oggi lo si classificherebbe come narrativa queer probabilmente, ma è anche una saga familiare, un affresco storico e un mirabile ritratto dell’adolescenza allo stesso tempo.
100. Denis Jonson, Albero di fumo, trad. Silvia Pareschi, Mondadori, 2009
Tradotto nel 2009 è difficile reperirlo, ma confido che l’inserimento in questa lista spinga Mondadori a farne una nuova edizione.
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